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I giardini di ossidiana / Autori vari

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COD: ossidiana Categorie: , Tag:

Descrizione

Data di Pubblicazione: maggio 2026
ISBN 979-12-82192-22-4
Pagine: 204
A cura di Mariagiovanna Fanelli

L’ossidiana è il simbolo sinottico delle ambientazioni in cui si sviluppano le otto storie. Gli spazi degli otto racconti emanano o, al contrario, spengono la luce: solo l’ossidiana, proprio per le sue caratteristiche, poteva riassumere al meglio l’alternarsi di chiarori e ombre.
Con i racconti di Lucia Adamo, Enrica Carboni, Alice Perna, Tina Petrolito, Vincenzo Italia, Chiara Canzonieri, Elisabetta Cilia, Salvatore Velardita.

 

UN ASSAGGIO DI LETTURA

L’ossidiana è un vetro vulcanico, nella maggior parte dei casi color nero brillante, dalle molteplici applicazioni: la trovia­mo nei gioielli come nelle lame di precisione, nei silicati e fra gli amuleti. In questa raccolta, frutto di un laboratorio di scrittura nar­rativa, l’ossidiana è il simbolo sinottico delle ambientazioni in cui si sviluppano le otto storie. Gli spazi degli otto racconti ema­nano o, al contrario, spengono la LUCE: solo l’ossidiana, proprio per le sue caratteristiche, poteva riassumere al meglio l’alternarsi di chiarori e ombre. Nelle otto storie che leggerete, la luce o l’assenza di essa sono l’unica cosa in comune: per il resto, ciascuna storia ha un suo stile, un suo genere, un suo messaggio. Persino l’ossidiana pulsa fra i chiaroscuri: nominata in alcuni racconti e in altri no. Così, leggerete della maestra Cassandra, raccontataci da Lucia Adamo: una capsula del tempo saprà contenere tutta la luce degli occhi dei suoi bambini? Poi sarà la volta di Anna: Enrica Carboni ci parla di lei e di nonna Lella, intente a sfor­nare prelibatezze profumate. Sulla scia dei profumi, ma speziati e vietnamiti, Alice Perna incontra Dario, un vero viaggiatore. Torniamo in Europa, con il commovente omaggio di Tina Pe­trolito a una delle pagine più buie della nostra storia, il disastro di Marcinelle. Ci spostiamo nella magia museale per incontrare l’antico Egitto e l’appassionato Nino, dalla penna di Vincenzo Italia. Le luci e le ombre di Ada, invece, nascono dalla fantasia di Chiara Canzonieri, in cui l’arte è vera rivincita. Anche Elisabetta Cilia ci tratteggia un cuore di donna, Emma, in rinascita grazie a un talento artistico. Ultimo ma non ultimo, Salvatore Velardita ci immerge nelle atmosfere di un futuro forse non così lontano, in cui qualcuno potrà trovare echi di un vaso primordiale. So di aver detto tutto e niente, ma l’augurio mio è di avervi incuriositi e spinti a proseguire nella lettura, gustando – racconto per racconto – la luce effusa da ciascuna parola. Grazie di cuore a Daniela La Licata di Libreria Flaccavento per aver ospitato il laboratorio, ai succitati autrici e autori per aver partecipato e a Operaincerta Editore per aver pubblicato questo libro. Buona lettura

Mariagiovanna Fanelli

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