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Chi siamo

Era il mese di febbraio del 2003. Tornavo in auto dalla Francia ed ero a pochi chilometri da Torino quando alla radio hanno iniziato a parlare delle televisioni di quartiere che all’epoca stavano nascendo nelle grandi città italiane. “Che cosa interessante”, mi sono detto. “Sarebbe bello fare qualcosa di simile anche da noi”. Ma poi la razionalità mi ha portato a pensare che una cosa simile, a Ragusa, sarebbe stata una “pazza idea”.
Al rientro a casa, però, l’idea di mettere su qualcosa che avesse a che fare con la comunicazione, con la cultura, continuava a frullarmi in testa.
«E se facessimo un giornale?», è stata la domanda che posi ai miei amici più cari, con i quali condividevo la passione per la lettura e la scrittura (in rigoroso ordine alfabetico): Carlo Blangiforti, Daniele Colombo, Enzo Ingallina, Antonio La Monica, Carmelo Ottaviano, Raffaele Tumino. Così, tra una cena e un’altra, un bicchiere di birra e una chiacchiera, è nato il progetto “Operaincerta”.

In realtà, trovare il nome a quello che sarebbe stato il nostro giornale non è stato facile. Se, bene o male, tutti eravamo sulla tipologia della rivista (mensile e online), su come battezzarla avevamo idee tanto diverse, nonostante tutti fossimo d’accordo sul fatto che il nome dovesse essere identificativo, oltre che bello ed originale.
E alla fine si è scelto Operaincerta perché era quello che identificava meglio il nostro territorio.
Operaincerta è l’italiano per di Opus incertum, cioè la “tecnica edilizia romana che riguarda il modo in cui viene realizzato il paramento di un muro in opera cementizia. Venivano utilizzate pietre di misura diseguale poste con le facce combacianti tra loro, dando come risultato un disegno irregolare e casuale” (Parola di Wikipedia!). Tecnica reinterpretata nel territorio ragusano per costruire i caratteristici muretti a secco che dividono gli appezzamenti di terra.
Il primo numero è uscito il 14 luglio, e la data di pubblicazione non è stata casuale. La presa della Bastiglia si celebra proprio quel giorno, e la Rivoluzione francese, con lo sconvolgimento sociale, politico e culturale che all’epoca aveva portato, ci era sembrato un esempio da seguire (magari senza la parte violenta di quel periodo) per il nostro giornale.

Dopo tre numeri “anonimi” si è poi optato per il “mensile a tema”: ogni numero un tema diverso e articoli che se ne occupassero. È stata la fortuna di Operaincerta

Nel 2003 eravamo partiti in sette, un anno dopo le firme erano già venti. Tra queste quella di Lorenzo Vecchiato, un amico trevigiano amante del blues, che per circa tre anni ha scritto articoli sulla musica del diavolo per la rubrica “Tracce di blues”. A Lorenzo nel 2004 è stato diagnosticato un tumore al cervello, e nel maggio di due anni dopo, purtroppo, il nostro amico non era più con noi.
Così, per rendere omaggio a Lorenzo, d’accordo con la famiglia, con Giulia, la sua fidanzata, e con Patrizia, all’epoca la mia compagna oltre che cara amica di Giulia, abbiamo deciso di raccogliere i suoi articoli e farne un libro. Tracce di blues, pubblicato nel 2007, è diventato il primo libro della neonata Operaincerta Editore.

Nel decennio successivo ne sono arrivati altri nove, tutte opere di collaboratori del giornale. A fine 2017 è invece stato pubblicato il primo libro di Operaincerta Editore concepito nel quadro di un progetto organico, quello di dare un altro respiro alla nostra esperienza editoriale e fare di Operaincerta Editore una casa editrice che non si limitasse a pubblicare i lavori di chi gli era vicino.

Oggi Operaincerta può contare su oltre cento titoli in catalogo e su una rete di autori che vivono in tutta Italia, con presenze che arrivano anche dall’estero. Un progetto nato dalla passione per la scrittura e le storie, che nel tempo si è consolidato e continua ad andare avanti con la stessa determinazione e piacere degli inizi.

Guardiamo al futuro con l’obiettivo di crescere ancora, non solo nei numeri ma soprattutto nella qualità delle opere che scegliamo di pubblicare, convinti che l’editoria indipendente sia prima di tutto un lavoro di cura, visione e responsabilità culturale.

Meno Occhipinti
Presidente di Operaincerta

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