Il profumo dei ricordi / Antonio Barone
€ 15,00
Descrizione
Data di Pubblicazione: dicembre 2025
ISBN: 979-12-82192-14-9
Pagine: 102
L’idea di questo libro nasce da due suggestioni. Una letteraria e l’altra cinematografica. Entrambe si sono presentate in un periodo particolare della mia vita: quando ho dovuto fare i conti con la malattia e le mie fragilità. La prima è nata mentre mi trovavo nel reparto di Cardiologia – TIC dell’ospedale di Ragusa per essere sottoposto a una coronografia perché il mio cuore aveva cominciato a fare i capricci. Per ingannare il tempo durante i giorni di degenza avevo portato con me il bellissimo romanzo di Stefania Aphel Barzini, Le Gattoparde, libro che ho letteralmente divorato. La seconda suggestione, quella cinematografica, mi è stata suggerita durante la mia convalescenza nel dicembre 2023: questa volta il mio cuore aveva fatto sul serio. Un infarto di cui, per fortuna, avevo riconosciuto i sintomi, aveva reso necessario un intervento di angioplastica e un lungo periodo di riposo. Durante quei giorni avevo rivisto il film Mangia prega ama di Ryan Murphy. Dunque, sono così nati 10 racconti che hanno una particolarità che li differenzia da quelli de Le Storie di Nino, il mio precedente libro. In questi Nino svolge il ruolo di co-protagonista; lo spazio narrativo è occupato dalle figure dei due genitori, da quella del fratello gemello, da quella di persone amiche o, infine, dall’esperienza in sé del viaggio in quanto scoperta del mondo e di sé, come avevo già sottolineato nel mio precedente lavoro. Accompagnano i racconti 20 poesie, che abbracciano un periodo lungo poco più di 10 anni.
UN ASSAGGIO DI LETTURA
Nota dell’Autore
L’idea di questo libro nasce da due suggestioni. Una letteraria e l’altra cinematografica. Entrambe si sono presentate in un periodo particolare della mia vita: quando ho dovuto fare i conti con la malattia e le mie fragilità.
La prima è nata mentre mi trovavo nel reparto di Cardiologia – TIC dell’ospedale di Ragusa per essere sottoposto a una coronografia perché il mio cuore aveva cominciato a fare i capricci. Per ingannare il tempo durante i giorni di degenza avevo portato con me il bellissimo romanzo di Stefania Aphel Barzini, “Le Gattoparde”. Libro che ho letteralmente divorato nel giro di un paio di giorni.
Nel romanzo la protagonista Agata, ultima erede di un’aristocratica famiglia siciliana e voce narrante, ripercorre l’epopea e la lenta ma inesorabile decadenza della sua casata nel quadro storico della Sicilia postunitaria, fino alla seconda metà del ‘900. Nel corso del romanzo, molto spesso, i ricordi riaffiorano e prendono forma attraverso i profumi dei fiori e delle erbe aromatiche del giardino della residenza di campagna a Santa Margherita di Belice; o attraverso gli odori e i sapori dei cibi preparati dalla protagonista per i familiari e per gli ospiti che frequentano Villa Piccolo, ultima dimora di famiglia vicino Capo d’Orlando.
La seconda suggestione, quella cinematografica, mi è stata suggerita durante la mia convalescenza nel dicembre 2023: questa volta il mio cuore aveva fatto sul serio. Un infarto di cui, per fortuna, avevo riconosciuto i sintomi, aveva reso necessario un intervento di angioplastica e un lungo periodo di riposo.
Durante quei giorni avevo rivisto il film “Mangia prega ama” di Ryan Murphy, con la bravissima Julia Roberts come attrice protagonista. Elisabeth Gilbert, questo il nome del personaggio, conduce una vita apparentemente felice; dopo il divorzio e una travagliata relazione amorosa, decide di cambiare radicalmente vita. Lascia tutto e intraprende un lungo viaggio che la porterà dagli Stati Uniti prima in Italia, a Roma e Napoli (“Mangia”), poi in India (“Prega”) e infine a Bali in Indonesia (“Ama”), dove riscoprirà la gioia di amare e di vivere. Nella tappa italiana Elisabeth scoprirà i profumi e i sapori della cucina italiana e il cibo diventerà fonte di piacere e di gioia. […]
Il bagno della domenica e il profumo del “Pino Silvestre”
La famiglia di Nino, agli inizi degli anni sessanta, aveva ottenuto un piccolo appartamento in un complesso di case popolari formato da tre palazzine con quattro blocchi familiari ciascuna.
Le palazzine erano state costruite all’ingresso del paese, nei pressi dell’abbeveratoio in contrada Canali.
La famiglia si era trasferita prima dell’estate, traslocando dalla casetta di via del Popolo nella nuova dimora, formata da una stanza-soggiorno, due camere da letto, una piccola cucina e il bagno.
L’ambiente che più aveva colpito l’interesse del piccolo Nino era stato il bagno. Una bellissima e spaziosa (almeno così a lui appariva) vasca da bagno faceva bella mostra di sé. Già con la fantasia immaginava sua madre “trafficare” in cucina con le pentole per riscaldare l’acqua per il rito domenicale del bagno a lui e al fratello gemello.
Quando abitavano nel quartiere Calvario il bagno settimanale lo facevano in una grande vasca d’alluminio, con tutte le ristrettezze ad essa legate. Ma vuoi mettere ora lo spazio e il bianco immacolato della vasca da bagno! Inoltre essa permetteva alla madre di poter fare il bagno ai fratellini contemporaneamente; mentre prima i due litigavano per chi dovesse per primo entrare nella vasca di alluminio.
Com’era bello stare immersi nell’acqua calda e vedere la madre che li insaponava a turno con la spugna inzuppata di bagnoschiuma e li sciacquava, rimproverandoli di non fare schizzare l’acqua fuori dalla vasca. […]
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