Spiccioli mitologici / Mariagiovanna Fanelli
€ 10,00
Descrizione
Data di Pubblicazione: dicembre 2024
ISBN: 978-88-32220-88-9
Pagine: 84
Questa piccola raccolta, composta da tredici racconti più uno, è un assaggio di mitologia greca. I miti proposti non hanno un fil rouge, se non il gusto personale dell’autrice; autrice, che ha voluto anche giocare un po’ con la sintassi e i tempi verbali per rendere la scrittura quanto più vicina possibile al suo parlato. L’intento è di una lettura semplice, scorrevole e divertente, alla portata di chiunque: unico requisito, la curiosità. Buona lettura!
UN ASSAGGIO DI LETTURA
Premessa
Questo manualetto è un regalo di compleanno. Il regalo di me stessa a me stessa per il mio primo mezzo secolo. Me lo dovevo, per tutta una serie di motivi con cui non sto qui ad annoiarvi.
In realtà, accarezzo da tempo l’idea di scrivere un libro tutto mio, qualcosa da lasciare ai posteri per pareggiare le gambe di un tavolo, in un’epoca in cui probabilmente presto non ci saranno più né libri di carta né tavoli con le gambe.
Ho espresso questo desiderio a voce alta – come d’altronde avevo già fatto più volte, ché chi mi conosce sa che un cece in bocca, io, mai – e si è concretizzato negli editori di Operaincerta contenti dei miei raccontini mitologici per il mensile. Ancora oggi, a cinquant’anni, mi stupisco di come e quanto possa piacere il mio modo di raccontare l’Olimpo e dintorni, materiale a me familiare dall’infanzia e quindi affrontato con agio, ai limiti dell’irriverenza.
La mitologia classica, spogliata già nell’antichità della sua valenza religiosa, o per lo meno di quella valenza che diamo noi oggi alle religioni, per me rappresenta l’abc del mondo. In stretta connessione con la letteratura e il teatro, la mitologia consentiva agli antichi di spiegarsi i fenomeni umani e naturali, i meccanismi della mente, del cuore, e tutto ciò che risultava imperscrutabile. Non esisteva ancora il concetto di psicologia, ma il tratteggio di eroi e dèi era un modo per creare esemplari di variegata umanità, in cui ciascuno potesse ravvisare se stesso e gli altri.
Questo, che mi piace chiamare manualetto giusto per dargli un tono, non è altro che una raccolta di alcuni racconti mitologici slegati fra loro e senza alcuna pretesa. […]
Un volo a planare sulle origini
Nella mitologia classica, Zeus è il sovrano assoluto e indiscusso degli dèi e delle dee. Ma anche degli eroi mortali e immortali, e degli umani semplici. Dalla cima dell’Olimpo, circondato da figli e nipoti, elargisce fulmini e benevolenze all’umanità, a suo insindacabile giudizio.
I romani riconobbero in lui il loro padre Iuppiter (Giove), e già nell’antichità l’uno divenne traduzione dell’altro, con la conseguente fusione dei racconti a loro carico. Già dalla nascita, il nostro dovette dimostrare di essere il migliore, proprio per ricoprire a buon titolo il ruolo di padre supremo. Doveroso, però, un passo indietro e una robusta sbirciatina alle fonti, perché nella storia del mondo Zeus non è certo l’incipit del libro della vita, bensì del penultimo capitolo, quello che riguarda anche gli uomini. Perché penultimo, è presto detto: l’ultimo sarebbe sulla caduta degli dèi, dubito che sarò io a raccontarvelo un giorno.
In principio, fu il Caos. E ‘sta cosa mi pare di averla sentita anche da altre parti. Il Caos è un’entità mitologica indistinta e totalizzante, un disordine primordiale di quelli che ci frughi dentro e trovi tutto, ma guai a sistemare ché poi non si trova più nulla.
Il Caos è vuoto e pieno, distinto e indistinto, incasinato eppure prolifico. È materia informe che elargisce forme e sostanze. È le tenebre, il Caos, senza le quali non esisterebbe la luce. È tutto e il contrario di tutto, ma dire che sia niente sarebbe concettualmente sbagliato. Ora, dopo avervi un po’ confusi, aggiungo che per le fonti il Caos contiene o affianca (o tutt’e due) Gea, Gaia per gli amici, Tartaro ed Eros. Gea è la madre terra, Tartaro non c’entra con l’odontoiatria ma coi morti ed Eros… beh, Eros lo conosciamo un po’ tutti. […]


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