L’accordanza madre-bambino / Lucia Stella
€ 18,00
Descrizione
Data di Pubblicazione: gennaio 2026
ISBN 979-12-82192-14-9
Pagine: 102
“Accordanza” è un dispositivo terapeutico mediato dalla danza rivolto a madri e bambini in situazioni di vulnerabilità. Si tratta di un approccio innovativo nell’ambito della perinatalità, che sostiene la costruzione di un legame primario di qualità tra la madre e il bambino quando questo fatica a stabilirsi. Questo libro illustra il metodo, il quadro teorico e le implicazioni terapeutiche di “Accordanza”, nonché il suo valore nella ricerca clinica. Il dispositivo si è rivelato efficace, infatti, nella diagnosi precoce e nel trattamento della depressione o del ritiro relazionale del bambino, della depressione materna e del disturbo da stress post-traumatico. Sperimentando una ritmicità e un’armonizzazione con sé stessa e con i propri stati tonico-emotivi, la madre viene guidata per adattarsi allo stato affettivo del proprio bambino. Lo spazio che la danza crea tra madre e bambino permette a entrambi, a turno, di avviare la relazione. Diventano così soggetti attivi, creatori di una coreografia unica dell’incontro primordiale. “Ringraziamo Lucia Stella per aver aperto agli operatori della perinatalità la porta del mondo della danza, dove il rapporto con il movimento nello spazio diventa un punto di partenza per il pensiero e dove la questione degli appoggi si declina tanto in senso concreto quanto metaforico e psichico”. Dominique Mazéas
UN ASSAGGIO DI LETTURA
Prefazione
Sono molto felice che Lucia Stella mi abbia invitato a scrivere la prefazione al suo bellissimo libro dedicato al dispositivo “Accordanza” da lei inventato, che mi sembra molto prezioso. Questo libro è infatti il risultato della tesi che ha sostenuto nel marzo 2021 per ottenere il titolo di Dottoressa in Psicologia all’Università di Parigi, una tesi che ho diretto e che è stata dedicata al seguente tema: Tra la meta-psicologia della danza e la meta-psicologia del legame, l’“Accordanza” madre-bambino. La ringrazio, pertanto, di cuore per la fiducia che mi ha dimostrato affidandomi la stesura di questa prefazione. Un conto è scrivere la prefazione di un autore che si conosce, un altro è scrivere quella di un autore che non si conosce. Ma un’altra cosa è scrivere la prefazione a un libro che è stata oggetto di una tesi che abbiamo accompagnato. Infatti, durante la direzione di una tesi, non abbiamo solo accesso alle idee del candidato (o della candidata), ma anche ad alcuni aspetti del suo funzionamento psichico e della sua personalità. Nel caso specifico, Lucia Stella si é rivelata essere davvero una bella persona, la cui intelligenza e umanità sono assolutamente notevoli, il che la rende senza dubbio una dei dottorandi che ho avuto il maggior piacere di dirigere nel corso della mia vita di insegnante. Nel percorso professionale di Lucia Stella, la dimensione della danza è stata molto presente negli ultimi quindici anni, con un intreccio costante tra danza e psicologia. Non si tratta di due corsi paralleli ma di una vera e propria
tessitura dialettica sottile, che ha portato alla creazione di un lavoro che sento profondamente in quanto, in passato, ho esitato molto tra una carriera da medico ed una da direttore d’orchestra. Ad ogni modo, credo che la ricchezza di questo libro stia nella capacità di intrecciare in modo molto accurato la clinica alla teoria, permettendoci, in qualche modo ed attraverso l’osservazione, di vedere il processo, ossia, di poterci rappresentare
concretamente ciò che accade durante le sessioni d’“Accordanza”. In questo libro di Lucia Stella, infatti, l’osservazione è primordiale e come tale, l’incontro con Eli e sua madre si rivela scientificamente importante e umanamente molto toccante. […]
Introduzione
Danzando mi avvicino alla nascita,
all’origine della danza,
proiezione della forza nella nuovissima
solitudine di un corpo sessuale
che deriva dal coito sessuale.
E così, mentre mi avvicino alla nascita,
mi muovo verso l’abbraccio perduto,
che sta dietro la danza perduta.
(Quignard, 2013, p. 53)
“Questi versi di P. Quignard danno un quadro generale e dettagliato dell’universo coreografico del bambino, di questa danza originaria all’interno del grembo materno, da cui il bambino si costruisce” (Stella et al., 2018). Ci introducono poeticamente nel cuore del nostro lavoro di ricerca: la funzione della danza nella costruzione del legame madre-bambino e nel processo di soggettivazione del lattante. In qualità di psicologa e danzatrice, nutro un profondo interesse per l’intima connessione tra corpo, ritmo e psiche. La questione del corpo e del ritmo nella relazione con l’altro, così come l’influsso della corporeità, della sensorialità e della psiche dell’altro nella costruzione della soggettività, costituiscono per me temi di grande fascino, che accompagnano e plasmano il mio percorso artistico, accademico e clinico. Questo testo si colloca nell’intersezione dei miei due ambiti professionali: la psicanalisi e la danza. Intende metterli in dialogo, intrecciandoli e sottoponendoli a una riflessione reciproca. Esso trae ispirazione dalla mia ricerca dottorale, condotta sotto la guida del Professor Bernard Golse, attorno a un dispositivo terapeutico e scientifico denominato “Accordanza”. Si tratta di un tempo danzato dedicato alla cura della madre, del neonato e della loro interazione, che verrà illustrato in modo più approfondito nel prosieguo di tale elaborato. Prima di introdurre e specificare la novità di questo dispositivo, sarebbe interessante fare una piccola deviazione per spiegare la scelta del nome “Accordanza”. Come accennato nell’articolo “Chorégraphie de la rencontre primordiale. Accordansant-corps liant”, Coreografia dell’incontro primordiale. A cor danzante, corpo che crea legami (Stella, 2023), in omaggio al concetto di “sintonizzazione affettiva” proposto da D. Stern, “Accordanza” deriva dal francese “Accordanse” che può anche essere scritto “accord-danse” (accord-danza) o “a-cor(p)-danse” (a-cor(po)-danza). […]


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